CERTAMEN DI POESIA
Terza Edizione
PAMPARATO, agosto 2003
POESIE CONCORRENTI
Poesia n.1
ABBIAMO APPESO LA PACE
Abbiamo appeso la pace
che ora sventola
sui nostri balconi.
Becchetta un merlo
sul terreno di sassi
una briciola misera,
un piccolo verme
che più non ha scampo.
Odore di bassa marea
nel giardino di rose,
profumo di dolce mimosa.
Già il calicanto ha secchi
i suoi gialli fiori,
con le nuove foglie,
sui rami ancor ibridi,
una pianta qualunque
presto apparirà.
Abbiamo appeso la pace
e il vento la fa ondeggiare;
un soffio violento
strapperebbe impietoso
il fragile filo
alla ringhiera lasciando
sottile un povero lembo.
Quanti sulla Terra
potranno oggi capire
che canta di nuovo
primavera di fiori?
MANTISI CRISTINA
Poesia n.2
“ADDIO”
La tristezza zufola fioca
e a ritmi arpeggiati si disperde.
E’ la certezza che per ogni altro addio
ci sarà sempre come ora
una rocca sperduta fra le boscaglie,
uno sguardo penetrante d’immenso,
una frase che ripercuote le tue lacrime,
tremanti di pioggia settembrina.
Spera con fervore
come la mia speranza percorre lo spazio.
Gioca all’amore
quand’anche il viandante si destreggerà a farlo.
Pensami come l’acqua fresca ai sassi,
le felci ondulanti al vento,
il tempo insinuo al destino
e le nostre albe saranno sereni giochi d’acqua
attorno alle barche sospiranti
su mille gocce di sale.
BELLONE SIMONA 2° PREMIO
Poesia n.3
BUIO
Mi basta vedere le stelle
nel buio nero della notte
così vicine quassù
che quasi le puoi toccare.
Mi basta vedere i tuoi occhi
che specchiano il buio dei miei
profondo più della notte
che è scesa nell’anima mia.
Mi basta vedere il tuo sguardo
che tutta mi avvolge di luce
e mostra un domani sereno
di viva palpitante speranza.
Mi basta vederti accanto
compagno di tutta una vita
vicino nel riso e nel pianto
con tenerezza infinita.
DA BOVE MARINELLA 1° PREMIO
Poesia n.4
CIAO, CAMPIONE!
Tra i miei amici
ce n’è uno
che più degli altri
ammiro.
Ha un cuore grande
ma così grande
che non so
come faccia a contenere
tutto l’amore
che sparge dove cammina.
Vuole bene a tutti,
dalle formichine
agli esseri più grandi.
Trova sempre le parole giuste
per confortare chi è triste,
ha molti impegni
ma riesce a dedicare
un po’ di tempo anche a me.
Ha compiuto scelte difficili
e ne è entusiasta.
E’ lontano da me
ma il cielo sopra di noi
è lo stesso.
Dove passa lui
crescono le rose,
innaffiate dalla pioggia
e accarezzate dal sole.
E’ un vincente
ed è per questo
che lo saluto così:
ciao, campione!
MERIGGIO NADIA
Poesia n.5
CLOCHARD
Fratello
perché sei ridotto così?
Eri stimato
buono
generoso.
Avevi un lavoro
una famiglia
ideali di vita.
Ora
sui marciapiedi trascini
la tua randagia esistenza.
Giaci su letti di cartone
e nell’alcool
affoghi i tuoi pensieri.
Ma il tuo sguardo
è ancora fiero.
La tua anima
è ancora limpida.
Il tuo cuore
sa ancora amare.
E allora
non fare così.
Dimentica
i torti subiti.
Alzati
guarda il cielo
e torna a vivere.
ROBALDO FRANCO
Poesia n.6
FIORI BIANCHI
Fiori bianchi dall’anima pura,
petali fragili, vellutati
sfiorati dal vento.
La terra ha tremato
spezzando i vostri steli,
vi ha rubato la vita
e ha inghiottito i vostri sogni.
Troppo presto l’inverno ha chinato
le vostre corolle profumate,
una folata di vento gelido
repentino ha spento i sorrisi
e ha fermato la vostra danza.
Non cullerete dunque più i vostri steli
nella frescura delle sere d’estate
perché più non aprirete i petali
nei primi tepori a primavera.
Avete le palpebre chiuse,
serrate a se stesse,
come corolle nella notte
e non sarà la luce dell’alba
a ridarvi la vita.
Ma sempre,
nei prati verdi del cuore,
sfiorerete l’erba
con i piedini nudi
e, felici, danzerete ancora
sui vostri fragili steli,
meravigliosi fiori bianchi
dall’anima pura!
(31 ottobre 2002, S. Giuliano di Puglia)
BRESCIANO MONICA
Poesia n.7
IN POLVERE
Ho il cuore spento
da vuote parole.
La malvagità umana
mi deprime
il mio cielo sepolto
da bieca solitudine
dissanguato da
memorie,
obliato da rimpianti selvaggi
di perduta battaglia
sino all’ormeggio
sulla nuda terra
dove pazientemente ritorneremo.
In polvere.
VACCHETTA FLAVIO
Poesia n.8
L’IMMENSO VUOTO DELLE NOSTRE CAREZZE
Sono piccoli angeli
nati a volte per sbaglio,
sono fiori sotto la neve
sbocciati nel vento
gelido della sera
e gettati allo sbaraglio.
Un figlio si schianta
sulle pareti di un tunnel
fatto di buchi inesorabili,
annaspando nel rimorso
di non avere concesso
all’anima un ultimo desiderio.
Un figlio si nasconde
nel buio di un anonimo cavalcavia,
nell’attesa brutale
di lapidare il mondo
con la noncuranza dei fragili.
Un figlio
lo puoi ritrovare
nella sala d’attesa
d’una sudicia stazione,
mentre nasconde con dignità
sotto due strati di rossetto
tutta la vergogna
d’essere macchiato come “diverso”.
Un figlio lo puoi rivedere
per l’ultima volta
disteso sopra un gelido
letto di marmo,
pilota della notte
che ha perso la gara con la vita.
Sono aquiloni abbandonati
nelle mani della sorte,
demoni senza peccato
che masticano chewingum e morte
per riempire l’immenso vuoto
delle nostre carezze.
BELLINI CLAUDIO 3° PREMIO
Poesia n.9
L’INDICE DEL CASTELLUCCIO
Quello stretto sentiero
che lega il paese
al Castelluccio,
e più in su,
verso la Morra,
si inerpica, contorto,
tra sassi e terrapieni
portando con sé
le mille immagini
di vite vissute,
fiorite e appassite
da quando
il sole e la luna
hanno voluto giocare
tra le fronde dei castagni.
Ricordo le mani
di mio padre e mia madre
che trasmettevano
alla loro giovane promessa
la calda sensazione
di sicurezza
nell’affrontare
quella salita,
surreale anticipo
di vita da scalare.
Le mie mani,
più grandi e solitarie,
si arrampicano da sole
tra i sentieri
della vita.
Le loro mani
hanno l’indice teso
per non lasciarmi solo,
oltre l’indice
del Castelluccio.
ODASSO PAOLO
Poesia n.10
MADRE, VORREI!
Vorrei cara madre risentire
la tua voce amabile e gentile,
il tuo dolce sereno sorriso
quando la tua mano
sfiorava il mio viso.
Vorrei, madre, sentire ancora
i consigli
e i rimproveri d’allora,
doni preziosi
che temprano il cuore
alle avversità e al dolore.
Un ultimo desiderio
ancora vorrei,
quando finiranno
i giorni miei
rivederti e restare
a me vicina
e salire con te
alla gioia divina!
PIEROTTI INES
Poesia n.11
NEVE E LUNA
C’è la neve che è in strada.
C’è uno spesso manto bianco che mi blocca, ma non mi ferma.
Prima c’è la paura e quell’angoscia, violenta a tal punto che mi toglie il respiro.
Nonostante quel turbinio di stati d’animo terribili, lei mi spinge forte verso secche risposte.
Giuste parole che escono da sole per dare mutezza ad altre.
Poi percorro finalmente quella strada bianca di neve e senza pensare volgo gli occhi verso te
luna che ti guardi fissa nella neve e inizi a parlarmi.
Mi racconti cose che fino a quell’istante mi sembravano incomprensibili, impensabili.
Ora c’è la calma e c’è la certezza.
Tutto ora può proseguire.
Questa volta in un altro modo.
Ora è tutto così chiaro e si ricomincia.
Io proseguo e dopo due attimi mi rendo conto che proprio la neve e la luna mi hanno salvata.
SATTAMINO DEBORA
Poesia n.12
PAMPARATO
I Mori
…Venne
il trambusto;
il devasto…
In una folgore assediarono la cittadella…
Passarono
giorni,
settimane,
mesi
Diminuivan tra il popolo le provviste:
non restava che morire di inedia
…fino a quando come un raggio di sole
in una notte buia
la roca voce
irradiò:
“nella madia è rimasto un pane secco
sarà nel vino profumato come rose;
sarà nel vino molle come un volto asperso di pioggia”
Habent panem paratum
esclamò il principe di quell’orda di infedeli
quando ebbe quel pane tra le mani.
Panem paratum ripetero
in dieci,
mille voci
in un sussurro che andò crescendo,
fino a sembrare brontolio di tuono.
…Venne
l’allegria,
la letizia…
FONTE ANNA MARIA
Poesia n.13
POETA
Cantavi alla terra
con inni
di rosso rubino,
nelle pieghe
del giorno
lustravi con gli occhi
colline di vita infinita.
Tra silenzi
umidi
di nebbia
seduto
su pigri pensieri
fermavi il tempo
in una visione
lontana.
Dal vento
un sospiro, un istante
di vita infinita
in lacrime
di pioggia
confonde la terra
in inno
rosso rubino.
MANZETTI STEFANIA
Poesia n.14
SENZA TITOLO
Anche in un giorno nuvoloso c’è un raggio di sole;
La fortuna è una lontana parente che qualche volta
ti viene a trovare;
Il passato ci aiuta per il presente
il presente ci aiuta per il futuro.
( se il tempo fosse un libro, i giorni si potrebbero sfogliare;
l’amore dorme, quando si sveglia, si sveglia!)
MARENGO MORENA
Poesia n.15
SONO ARRIVATO A PAMPARATO
Ora, sento il profumo dei fiori, il ciarlar delle fonti,
con lo sguardo, vedo ancora nel cielo il guizzar delle rondini,
e sento il profumo di bosco che giù olezza dai monti,
è terso il cielo, chiaro mi giunge il ciangottar di bambini.
Sei rifugio di pace, per chi ama e riflette ancor sulla vita,
perché in ogni passo che fai, senti l’abbraccio della natura,
e così se con gioia ti lasci amar, pensi; ancor non è finita,
ed in pace mi lascio cullar, quel po’, di mia vita futura.
Ora che il mondo civile, si vuol trastullar coi veleni,
cercando di cambiar l’atavica scheda della natura,
ora l’ignoranza dell’uomo moderno avvelena quei seni,
mettendo un gran punto interrogativo sul nostro futuro.
MARGARIA MICHELE