PRO LOCO PAMPARATO
CERTAMEN DI POESIA
SECONDA EDIZIONE
17 AGOSTO 2002
POESIE CONCORRENTI
POESIA N. 1
A DICK
Com'è dolce e
profondo
il tuo sguardo.
Com'è intensa e
sincera la tua gioia
ogni volta che torno
a casa.
Com'è infinito
l'affetto
che hai per me.
Eppure non ti do
un gran ché.
Un
tetto, di che vivere
e
tante coccole
è
vero
non
tele faccio mancare.
Ma tu, che per
destino biologico
non hai la ragione
come fai ad amarmi così
tanto?
Ti prego, guardami
fammi capire
insegnami ad
amare.
POESIA N. 2
A LUIGI E
LARA
( due fidanzati morti
tragicamente
a un giorno di
distanza
in località
diverse)
L'amore è più forte
della morte.
Voglio immaginarvi
ora del tutto felici
al di là del bene e del male
al di là della gioia
e del dolore
innamorati e
felicemente insieme
per l'eternità.
Non vi ho conosciuto
non so niente di voi,
ma vi vedo
nella dimensione
della luce
spaziare per i
pascoli eterni
serenamente beati
insieme a tutti i
miei cari
che mi hanno
preceduto.
Nell'ora presente
ora dell'ambascia
il mio desiderio
corre a voi
liberi dai lacci
terreni.
Possa il mio oscuro
domani
essere guidato dal
vostro amore.
Possa sentirvi al mio
fianco
quando valicherò il
muro d'ombra
( chissà se vicino!
).
E allora mi guiderete
sui vostri
sconosciuti sentieri
dove tutto è luce
dove tutto è pace
dove tutto è amore.
POESIA N. 3
A MIO PADRE
Seduta in giardino
accanto alle tue
rose,
assorta ascolto
la voce della memoria
che sempre mi parla
di te.
Ancora mi giungono le
tue parole
pacate e dolci
come note di un'arpa
che canta
la tua saggezza
infinita.
Chiudo gli occhi
e ancora vedo
la serenità del tuo
viso
quando l'inverno ti
ha rapito,
quel sorriso accennato
sulle tue labbra
ormai mute
è gemma preziosa che
silenziosa riposa
sotto la neve
per rinascere ancora
a primavera.
Tu, padre adorato,
sei voce segreta
della mia anima
e dolce canto del mio
cuore;
ora che la sera si
avvicina,
un fresco refolo di
vento settembrino
dolcemente accarezza
le tue rose sbiadite,
ne alita il profumo
e io mi inebrio di
ricordi:
ti sento al mio
fianco,
ancora ti penso
e d'improvviso è
poesia.
POESIA N. 4
AREA DI PASSO
Area di passo a parcheggio acconciata
oggi è la piazza il cui
contratto volto
par d'una vecchia madre
abbandonata
che ne l'ascolto
di quei figlioli indugi, d'età
antica
cui pane raro avea sapor di
manna
che dura soverchiava la fatica
alti una spanna.
Opraro con tenacia e terra
avara
copiose or ha le mense ma è
l'amor
distolto e la pietà. Zavorra
amara
voce è del cuor
e l'esteriorità fatta è
padrona.
Il fasto ovunque vince poi che
l'or
di sovrastar concede. E la
persona
non più ha valor.
POESIA N. 5
ARRIVA L'AUTUNNO UN PO'
ALLA VOLTA
Si sono smorzate
le voci della
vendemmia:
un odore di mosto
impregna l'aria.
Foglie imbrattate di
giallo
macchiate di rosso
da un pittore dispettoso.
Un sole stanco perde
la lena
e si sbriga a
tramontare.
Ti accorgi che
l'estate
non la tieni più
legata.
Il melograno pesa
e fa fare
l'inchino al ramo.
Una nebbiolina fina fina
balla con il vento,
il cielo piange.
Arriva l'autunno un
po' alla volta.
Il papà accende il
fuoco
e la mamma, davanti
al camino,
cuce il grembiule per
la scuola
del suo bambino.
Mentre lentamente
si consuma il piccolo
ceppo,
dal mucchietto di
brace
qualche favilla
scappa in cielo.
POESIA N. 6
BREVI MASSIME
Sono piccolissime e
brevi massime
che ho ritrovato tra
le cose mie,
perciò questi versi
ho voluto ricopiare
commiserando chi non
sa amare.
Ciò che oggi col cuore hai donato
domani a iosa
sarai consolato.
Tendi la mano a
chi cerca aiuto
tu che dalla
vita tutto hai avuto.
Amicizia,
piccola magica parola,
capita da pochi
eletti, che consola.
POESIA N. 7
COME ALLORA
Ti vedo come allora:
ad aspettare quel
treno
che ti cambia la
vita.
Come allora,
a stringere al seno
le piccole labbra
di un cucciolo
affamato.
Come allora,
a piangere le lacrime
di un addio alla
vita:
come allora,
a reprimere le paure
di un nuovo futuro:
ti vedo come domani,
a sorridere di me,
vecchio e scanzonato
che ti guardo ancora,
come allora.
POESIA N. 8
E VERRA' IL
MOMENTO
E verrà il momento che due gendarmi busseranno alla
tua porta.
Ti chiederanno di seguirli e ti ritroverai in una
stanza con finestra, sedie e tavolo.
Un inquisitore entrerà, si siederà di fronte a te,
ti dirà poche parole.
-Ammette gli addebiti che le vengono contestati?-
-Ma io non so di cosa sta parlando.-
Vorrà dire che dovrò tenerla in carcere.-
Poi uscirà e i due gendarmi ti diranno di ammettere
tutto.
Di confermare, di collaborare.
-Ma io non so di cosa state parlando.-
Allora entrerà il tuo avvocato, manderà via i
gendarmi, ti consiglierà di confessare.
Di rimetterti alla clemenza del giudice, di
dichiararti dispiaciuto, di raccontare tutto.
-Ma io non so di cosa sta parlando.-
Finalmente arriverà il giudice supremo, rivestito
nella sua toga di seta e raso.
Si alzeranno tutti in piedi, inquisitore, avvocato,
gendarmi.
Il giudice farà uscire tutti.
Rimarrete solo tu e lui.
-Lei è in un guaio, in un brutto guaio. Ma può
venirne fuori. Deve solo ammettere
e spiegare, confessare e collaborare, confermare e
raccontare.-
-Ma io non so di cosa sta parlando!-
E lui deluso e irato se ne andrà.
Tu resterai da solo per un minuto o un giorno o un
mese o un anno.
Nella stanza rimasta uguale a prima entreranno il
giudice in testa, l'inquisitore, il tuo
avvocato, i due gendarmi.
Non ti diranno niente ma tu capirai quello che
vogliono.
Così ti alzerai dalla sedia e ti avvicinerai a loro.
Loro che ti
guarderanno come padri giusti e severi.
Muoverai la testa e accennerai un suono davanti a
loro.
Loro che ti fisseranno con lo sguardo drogato
dall'attesa.
Ma tu spalancherai il silenzio, chinerai il capo e
gli occhi ti si chiuderanno.
E nessuno, nessuno, nessuno di loro saprà mai che
cosa avevi intenzione di dire.
POESIA N. 9
E' NATA UNA STELLA
Il giovane
tanto desiderato
eri Tu!
Hai messo
un paio
d'ali ..........
e sei volato via!
Avrai certamente
molte cose
da fare,
per aver preso
il volo
così in fretta!
Qui ........
c'è una madre
che non
si dà pace,
ma le sue labbra
riescono ancora
a sorridere .........
sarai Tu
che le infondi
questa forza??
Sai .......
ogni tanto
c'è un vento forte
sarai Tu
che con il tuo
amore lo plachi??
Sicuramente si!
Il cielo questa sera
è brillante e .......
se sposto quella
stella lassù
so che ci sarai Tu!
POESIA N. 10
FIGLIO
Minuscolo infinito
Miracolo imperfetto
Muta domanda
Meraviglia disillusa
Nei tuoi occhi
assaggio il calore
di un sorriso
che ti lega a me
come un abbraccio profumato
POESIA N. 11
" IL FAZZOLETTO
BAMBINO "
Nel fazzoletto
bambino si respirano
i balocchi colorati,
i pastelli,
una torre di cubetti e l'albo
di Pinocchio
un poco sgualcito.
Quando si sfiora con
le labbra,
il fazzoletto bambino
sa di lacrime timide
che diluiscono
l'azzurro acquerello
nelle macchie
pasticciate sulla carta bianca.
Tenerlo stretto tra le mani
illumina ricordi
sbiaditi,
rispolvera il
rimpianto e
stillano le stesse
lacrime,
ma meno limpide
e molto più salate.
POESIA N. 12
INUTILE ATTESA
Accarezzo la sabbia
e disegno il tuo
volto.
Il vento lo copre
di infinite
pagliuzze.
Il mare sconvolge
i tuoi pensieri e
li accomuna ai miei.
Chiudi gli occhi
ascolta l'onda
che accarezza la roccia
e sfiorando il tuo
volto
si ritrae spumosa.
Gocce di sale
che cerco di asciugare
con la dolcezza dei miei
baci.
Scompari
sotto l'incalzare di un'onda
più vivace.
Labbra piene di sabbia.
Sei sfuggita una volta di
più.
Un anno di più
e un'inutile
attesa.
POESIA N. 13
IO TI HO VISTO
Io ti ho visto, o
Signore...
eri al ciglio di una
strada
e chiedevi
l'elemosina.
Io ti ho
visto, o Signore...
eri un
povero operaio
che
impastava cemento e sassi.
Io ti ho visto, o
Signore...
eri un giovane soldato
che andava alla guerra.
Io ti ho
visto, o Signore...
avevi il
volto scarno
di un
bimbo che aveva fame.
Io ti ho visto, o
Signore...
eri steso accanto a me
in un letto di
ospedale.
Io ti ho
visto, o Signore...
eri là,
alle torri gemelle
a
scavavi a mani nude
tra
macerie e fumo.
Tu sei tra noi, o
Signore
ma pochi sanno vederti
occupati come sono a
rincorrere
cose inutili e
vuote.
POESIA N. 14
LA FATICA DI ESSERE DONNA
Ho perso
il suono
della tua voce
e ho smarrito
nel Museo di Moghul
gli anni
di quel tempo
perduto.
Da lontano
ho visto
quel tuo passo
senza volto
verso
l'ignoto
e ho pianto
per la tua
fatica
di essere
donna.
POESIA N. 15
MAI PIU'
Diafana attesa d'intorpiditi giorni.
Onirico,
sublime desio,
averti!
Tormento ed ansia dispensi.
Notti fugaci
leste al risveglio,
bagliori argentei
a rischiarare il cuore.
Vacilla
placida ombra al tuo fianco.
Odio vermiglio
inesauribile dardeggia
amor
distrugge!
Lambisco
effimeri,
inusitati istanti.
Fragore di pensieri
gorgoglia estenuato
dolore
immenso!
Segreto fruscio,
ansietà,
sgomento,
in eterna carezza amara
si diffonde.
POESIA N. 16
NOTTE DI LUNA PIENA
Tra le betulle leggiadre s'allieta
la luna a passeggiare stasera
ali di nuvole chiare seguendo
lenta
tra timide stelle in cielo
stupite.
Richiami nel buio solitari si
cercano
vibrando echi nello spazio
d'intorno
intensità di suoni nell'aria
segreti.
E l'ululato del gufo, breve,
rasenta
le montagne sull'orizzonte oscuro,
ma pur d'ogni punta nitido
nel lungo susseguirsi della
cresta.
Nello spazio tacito del canto
sobbalza lo squittio della civetta
improvviso sì da sembrar vicina
sui rami che circondano la casa,
tra le pieghe velate
appostata alla finestra.
Scivolano via ombre senza corpo
sul prato ondeggiando sagome di
fronde
da aliti di vento appena soffiati.
Trascorre una nube sulla luna
bianca
seguendo il cammino e nel suo
divenire
favole inventa mutando visioni.
Sospinta da un respiro silente,
lontano
a occidente ha gonfiato le vele,
più non s'attarda la prua
già ode la brezza eccitante che
palpita
suoni di terre e tamburi lontani.
E la luna cammina leggera volando
ad oriente, aspirando leggende di
seta
profumi d'incensi rapiti in un
mantra.
Tacciono i grilli in ascolto.
Succede... che cosa?
Non senti, qualcosa di grande
qualcosa di tutto che sa
d'infinito.
Poi lo stridio ritorna a riempire
lo spazio
e delle betulle s'addormenta ogni
foglia
illusioni di luna sognando.
POESIA N. 17
OLTRE LA LUCE DEL SILENZIO
Scompare la notte
con l'incertezza trafitta
dalle ore,
volo via da questi attimi
che passano veloci
uccidendo le emozioni più vere.
Domani cambia la luna
e non potrò più raccontarti
le mie storie umiliate,
domani il battito del tempo
aprirà come una zolla alla pioggia
tutte le ferite.
A chi vendeva speranze
non resta che svendere
fiumi di sorriso,
perchè troppo spesso si dimentica
che la maschera
è più vera del viso.
Ed io che le speranze
le ho dilapidate tutte,
ora sogno soltanto
un alito di vento
che mi porti lontano
oltre la luce del silenzio.
POESIA N. 18
OMBRE CHE CAMMINANO
Sono dimenticate
nell'incavo di un cuore arido,
avvolte in un burka
troppo stretto sul collo.
Un fiato
che buca un chador impolverato
è il loro grido aperto.
Grido
che cancella i secoli passati,
Grido
che oggi fa scrivere,
domani disperare.
Ombra che cammina,
scheletro,
il cui sangue evapora
schizzato via sui muri
il cui occhio
è una rete intricata
ove
l'azzurro
si fa spazio
solo attraverso le sofferenze.
POESIA N. 19
PAMPARATO
Il giorno e la notte
Pamparato d'estate si veste da festa
Indossando il vestito dei mille colori
il pigiama invernale lo ha portato a lavare
per poi poterlo di nuovo portare.
All'autunno si trova disperso
tra le foglie che fanno spessore
solo il cane stampato sul muro
a sorvegliare il paese svuotato.
Poi d'inverno si ripone in letargo
per temprarsi all'estate che viene
da poter dare al turista che attende
quel che cercava l'estate passata.
In primavera si sveglia di colpo
con l'istinto di fare qualcosa
e mentre vien giù per la scala
il paese incomincia a parlare.
POESIA N. 20
SE CHIUDO GLI OCCHI
Se chiudo gli occhi,
lo risento
il palpito del mare,
stretto in un pugno
come una conchiglia.
Se chiudo gli occhi,
volano
ventagli di luce
sulla laguna.
E
la luna trascorre
trasognata
dai richiami
di Piazza San Marco
brulicante di colombi
e lo sciabordìo d'onde
su gondole sonnolente
che ancora
ti stanno ad aspettare.
POESIA N. 21
SENTIERO DI LANGA
Quanti percorrono
i sentieri che diagonali
tagliano il tufo
e scendono nelle forre,
sanno
dell'odore gravido
di densi umori
esalato
dall'ovattante vello muscoso
delle rive ombrose,
del guizzo diaccio
che brina il dorso,
degli spauriti
richiami silvani
nel muoversi rapido
di rugginose foglie,
del gusto aspro del sambuco
sul labbro del bimbo curioso,
di strappi di azzurro
tra il verde ondeggiante
delle acacie,
della luna danzante
sull'erba del fosso,
del vento che si impasta
di terra bianca
e,
risalita l'erta sabbiosa,
sul colle distendono il passo,
rallentano il respiro,
e,
socchiusi gli occhi
in tanto cielo,
colgono,
tra il verderame
delle vigne,
il pallore
degli amati sassi
e
la strada di casa
pare più breve.
POESIA N. 22
( senza
titolo)
Nuvole luminose
offuscano il cervello,
in lampi fluorescenti
gli insegnano il dolore
che s'atteggia a sovrano,
quando servo dell'incoscienza
sente l'ebbrezza.
Spesso mastico furore antico
e incito la luna,
attonita creatura assente,
a svegliarsi...
Possibile che il cielo dorma
quando il cuore sussulta?
Nulla è più freddo del
silenzio
nell'irrequieto rincorrersi
degli attimi.
POESIA N. 23
TERRA NATALE
Profumi
agresti
e ninnoli di
pezza sbiaditi
formano un connubio
insolito
nella vecchia soffitta
dell'infanzia
quando il cavallo a
dondolo,
al ticchettio dell'antica
sveglia arrugginita,
il valzer
lento
della spensierata
fanciullezza
danza.
Avvolge la luce fioca
dell'abbaino
le dorate trecce di una
bambola
oramai
dimenticata
nella cassapanca di un tempo lontano
ma pur sempre viva la sua
voce rimane,
consolatrice di piccoli
affanni.
Terra natale di campagne
e prati
e umido sottobosco dove
aleggiava
un sospiro di pace,
io ti adoro.
Profumi primaverili di rose
e rinascita,
odori estivi di fienili
e erba secca,
odori autunnali di
ciocchi muschiati,
odori invernali di
camini fumanti,
silenzi...
assaporati nel
ritrovare se stessi.
Sono ricordi o sogni
di nessuno?
O forse attendono me?
Sfavillanti
come
lanterne di lucciole
in una notte chiara
di luna piena.
POESIA N. 24
UN SOFFIO DI VITA
Nel pianto
Un sorriso.
Un fremito
D'ali.
Un cuore
Che palpita.
Un solco
Sul viso.
Nella tempesta
Un barlume di
sole.
Una gemma
Su un albero
Mutilato.
UNA VITA.
POESIA N. 25
VUOTO
Non aver più niente da dire.
Assaporare intensamente il vuoto
creato
dentro e fuori di te.
Affondare voluttuosamente
nell'abbraccio
della tua profonda solitudine
voluta.
Ricercare con minuzia ossessiva
e non trovare
nel tuo animo perso
un'idea un senso
che ti tragga via
da questa tua tristezza
infinita.