IN QUEI MISTERIOSI ANGOLI BUÎ
Il bosco del colle ha già ingoiato
la notte
ed il buio è più nero del
fioco crepuscolo
che, come un debole cero, ancora resiste,
forse per dispetto, forse per regola
di vita.
Il pino già dorme,
stanco ed immobile,
ma, nel gioco di ombre e penombre,
sembra che tutto si muova, anzi danzi
e si fa più dolce e misterioso
questo fantastico girotondo di verdi
fantasmi.
Là, nello scuro e dimenticato
spazio,
tutto vive e si muove, e nessuno lo sa,
perché ognuno cerca la vita
sempre in alto, dove tutto è in
vista,
così limpido, lampante e scontato.
Ma proprio lì, dove la certezza
si fa strada,
crollano le illusioni e irrompe la tristezza
che, prima o poi, porta a fuggire lì,
nello scuro e dimenticato spazio,
in quei misteriosi angoli buî,
per dimenticare e dimenticarsi.
Francesco COMPAGNONE,
Torino