LA VIGNA, IL VIOLINO
La nonna era la vigna, il nonno era
il violino. Aiutami memoria... poi
che discese il buio tra quei filari...
Lui falegname era il violino sì
e anche
il bicchiere. Poi sempre più violino
e archetto e sempre meno falegname e
sempre più il goccetto da non sentire
la fame. Restano lunghe note qui
sul labbro dentro il cuore. E sempre
tornano vivi quei motivi. Giorni
lontani: lei per lui la vendemmia
la cantina. Giorni lontani e caldi.
Lui per lei ora Tartini e Albinoni
ora Vivaldi. Aiutami memoria... resta
lei vigna e lui bicchiere e quel violino
fra archetti vari e nell'orecchio lunghe
note acute ed una scritta all'interno
"antonio stradivari faciebat
anno 1713"... salute...
Gianluigi SACCO,
Varzi (PV)